I tutorial, o più in generale i contenuti informativi, sono un argomento molto dibattuto tra i freelance. Bisogna creare dei contenuti in cui spieghiamo come si fa quello che facciamo per lavoro? A questo punto il mondo dei liberi professionisti si divide in due schieramenti netti che immancabilmente guerreggiano tra di loro: chi dice che non bisogna condividere le proprie competenze e chi invece ritiene che possa essere positivo sia per un miglioramento della società che per gretta autopromozione.

tutorial

Non voglio indagare, se non superficialmente, le ragioni del primo schieramento, perché io appartengo al secondo, quindi questo post si propone di rendere conto della mia opinione personale. Se però all’ascolto ci fosse qualcuno con un’idea diametralmente opposta, mi piacerebbe smontare tutte le sue ragioni ospitarlo sul blog in nome di un dibattito pluralista.

Facciamo una premessa. I clienti arrivano con varie modalità, ma una è tipica: qualcuno mi chiede come modifico le mie foto, io glielo spiego, lui/lei mi chiede se lo faccio per lavoro e poi salta fuori che ha anche un’attività da promuovere. Va da sé che se avessi detto: “Io non spiego i trucchi del mestiere che ho studiato per un sacco di tempo, se vuoi mi paghi!” avrei n. clienti in meno. Poi è chiaro che se la domanda implica un’ora di spiegazione il discorso è diverso, ma bisogna fare il distinguo tra tempo e contenuti: se mi chiedi che filtro ho usato per la foto X, o una buona app per aggiungere scritte alle foto, io impiego 30 secondi a rispondere (giusto se non ricordo il nome dell’app, altrimenti meno). Se invece mi chiedi una cosa anche più semplice ma la cui spiegazione sfora di molto i tempi che ritengo ragionevoli, ti rimando a Google.

Perché poi su Google c’è tutto. Davvero, non ha senso prendersela singolarmente con chi condivide tutorial e informazioni gratis, a meno che non vogliate chiudere il World Wide Web e tornare all’età della pietra. Un giorno, per diletto, ho provato a vedere se su Internet si potevano trovare tutte le informazioni che do durante miei corsi base. tutorial compresi, e ho constatato che sì: navigando per 18 siti (inserendo le giuste parole chiave su Google) quelle informazioni si trovano. Eppure la gente ai miei corsi ci viene lo stesso. È poco furba? Chiacchierando con i corsisti ritengo che il motivo non sia quello: ecco le ragioni per preferire un corso alla googlata selvaggia

  1. Spesso preferiamo spendere qualche soldo per avere le informazioni pronte e “impacchettate”, consultabili successivamente, piuttosto che perdere ore per trovare le parole chiave da inserire su Google e altre ore per capire se le informazioni che troviamo sono attendibili oppure no
  2. Chi viene a un mio corso, probabilmente, mi conosce già e ha deciso che di me si fida, mentre Google è una divinità capricciosa, a volte ti soddisfa e a volte ti dà informazioni-ciofeca
  3. Per seguire i miei clienti, io devo sempre aggiornarmi, quindi le informazioni che do ai corsi sono sicuramente recenti, a differenza di quelle di Google (se un articolo è in prima posizione può esserlo perché è stato molto cliccato nel tempo, ma le informazioni che contiene possono essere già obsolete. Viceversa possono esserci degli articoli attendibili e recenti che però non sono ancora arrivati in testa a Google, perché non li hanno cliccati abbastanza)
  4. I corsisti possono fare domande. Sì, anche Google risponde alle domande, ma non è la stessa cosa
  5. Gli sto simpatica

Qualcuno avrà sorriso al punto 5 (o mi avrà dato della presuntuosa), ma io penso che sia proprio quello che fa la differenza (ed è anche il motivo per cui ho valutazioni più positive nei corsi con poche persone che nelle classi numerose): nessuno di noi vuole sentirsi trattato come un numero, e se io scherzo con chi segue i corsi mi posiziono già diversamente da quel noiosone Google.

Questo era il primo dei due post sullo spinoso argomento dei tutorial. Ne scriverò un altro per rispondere alle obiezioni più frequenti. Se hai voglia di semplificarmi il lavoro, puoi già commentare con le suddette obiezioni! Fatti avanti senza paura! Se poi non ti vuoi perdere la prossima puntata, puoi iscriverti alla newsletter che ti avviserà ogni volta che esce un nuovo post!

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