L’autenticità sui social sarà la tendenza del 2019. Lo dicono quasi tutti gli analisti, e qua e là si vedono già i primi sintomi, con le influencer struccate che mettono in rilievo i loro difetti (“Ehi, sono umana anche io, cosa credi?”).

Peccato che… non è vero. No, non intendo dire che le influencer sono rettiliane in incognito e che la Ferragni sta dominando il mondo (beh, un po’ sì, ma non è rettiliana), dico solo che questa cosa dell’autenticità sui social rischia di trasformarsi in un grosso boomerang. E dico anche che quelle influencer non sono struccate. Hanno un trucco acqua e sapone, ma con un po’ di editing si sono comunque cancellate il brufolo sul naso. E se vedi il brufolo sul naso, puoi avere la sicurezza che è messo lì a bella posta.

Vero è che l’esigenza di autenticità è molto sentita. Ho fatto un sondaggio su Instagram tra i miei contatti: autenticità sì o no? Ovviamente non parliamo di un campione statisticamente valido, ma mi sembra indicativo che, a 16 ore dall’inizio del sondaggio, 31 persone abbiano votato sì e 5 no.
Mi è stato fatto giustamente notare che la domanda era vaga, quindi ho riformulato: l’autenticità di cui parlavo era la propria. A quel punto mi sono arrivate varie, secondo me sacrosantissime, distinzioni. Perché, diciamocelo, siamo tutti autentici con il profilo degli altri. Copio un messaggio ricevuto da Ilenia, che riassume perfettamente il mio modo di vedere l’autenticità:

Secondo me nessuno è completamente autentico su Instagram. Se postassi una foto adesso senza ritocchi ne filtri, mi defollowerebbero tutti e mi chiederebbero di pagargli la terapia (visto che non sono nemmeno pettinata). Ma dal rendersi presentabili, sempre stato segno di civiltà, o fare foto “artistiche”, al mostrare una vita molto lontana da quella reale ce ne vuole! Sí all’essere presentabili, ma spontanei e veri, nel senso di non troppo costruiti. No alla finzione e alla spasmodica rappresentazione surreale di una vita che non è perfetta e perdinci non deve esserlo. Credo che la forza di qualunque influencer sia quello di rendersi anche riconoscibile, e di lasciare che ogni tanto chiunque possa immedesimarsi

Non è l’autentica autenticità (!) che andrà di moda adesso sui social. È un’immagine leggermente ricostruita partendo da zero, rimuovendo trucco e orpelli inutili, che se per caso ti fanno una foto alle sei del mattino e hai già il rimmel ti conviene investire una grossa cifra per farla cancellare dai social e dai giornali, a seconda del tuo livello di notorietà.

autenticità
Scherzi a parte, qualcuno potrebbe dire che la differenza è minima, ma a me premeva precisarlo: ci sono un sacco di persone che hanno accolto questa notizia dell’autenticità sui social come la Terra Promessa, perché loro lo sono davvero, autentiche, e hanno pensato che questo sarebbe stato il loro momento. Cosa succederà quando, invece, il loro profilo non avrà il successo che sperano? Quale senso di inadeguatezza si abbatterà su di loro? “Sono autentica eppure non piaccio a nessuno, allora il problema è mio”.

No, l’unico problema è che non hai saputo creare una strategia che desse l’idea di autenticità. Il che, per inciso, non è neppure obbligatorio. Per fortuna possiamo ancora prendere il trend 2019, accartocciarlo per bene e buttarlo nell’umido (o nel secco, di che materiale è un trend?). Potrebbe anche andarci bene numericamente, e in quel caso diventeremo degli outsider di successo. Però dobbiamo sapere che questo trend esiste, che viene cavalcato come se non ci fosse un domani al punto di creare quest’autenticità a tavolino e che tutto fa pensare che funzionerà. Ognuno sceglierà quella che secondo lui è la strategia migliore: io rimango dell’idea che l’autenticità va pianificata, e questo non vuol dire non essere se stessi, vuol dire semplicemente che il video di me che faccio le pulizie cantando i The Giornalisti non entrerà a far parte del mio piano editoriale (piano editoriale che intendo mantenere perché secondo me non cozza con il concetto di autenticità).

Se ti interessa l’argomento, a breve su IG tv parlerò di pianificazione, quindi ti consiglio di mettere il like sul mio profilo Instagram. Poi già che ci sei puoi iscriverti alla newsletter, e se ti va puoi raccontarmi cosa intendi tu per autenticità sui social.

Sull'autore
6 Comments
  1. Argomento spinoso e controverso da un lato. Amo molto instagram ovvero amo molto l’idea che avevo di questo social fino a qualche anno fa. Adesso lo trovo costruito (male), poco autentico (tanto) e sempre in mano a gente che sta bene sulle copertine patinate dei settimanali.

    • Foto del profilo di Facebookpivanelsacco

      Certamente il gusto personale gioca un certo ruolo, ma pianificazione e arroganza sono concetti distantissimi, secondo me

  2. Come sempre sui social si sentono tante perle che a un non addetto ai lavori possono apparire anche di buon senso, chi ci lavora invece sa bene che sono aria fritta. Tempo fa ho avuto un battibecco in un gruppo con delle tizie che criticavano “moralmente” il tipo di foto che si postano sui social, sostenendo che da quando ci sono i social diamo tutti un’immagine finta di noi stessi. La mia domanda a loro è stata: ma perché, prima di social&selfie tu le foto te facevi in ciabatte e bigodini? Il fatto che adesso esistano i social pare ci abbia fatto dimenticare che nella nostra vita una dimensione sociale è sempre esistita e che sempre è stata tenuta separata dalla dimensione privata e personale. Aldilà del discorso sacrosanto che fai sulla strategia, a chi rivendica l’importanza inalienabile dell’autenticità chiederei: ma tua nonna in piazza a fare lo struscio ci andava con ciabatte e bigodini?

    • Foto del profilo di Facebookpivanelsacco

      Elena, mi hai fatto morire! Potremmo aprire un discorso eterno sul fatto che molti guro dell’autenticità lo sono in cattivissima fede, ma a quelli in buona fede risponderò come mi hai appena consigliato!

  3. Marilena

    Fare gli autentici col profilo degli altri è una citazione che mi rivenderò presto….e ovviamente e autenticamente parlando dirò che non è farina del mio sacco….per il resto al solito non posso che concordare sul fatto che la pianificazione prevale sempre!

    • Foto del profilo di Facebookpivanelsacco

      Ahahah è una cosa che sento spesso in casa, ma non esattamente in questi termini…..

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