Questo è un post programmato. Mentre lo sto scrivendo, sono nel pieno di un’emergenza. Spero che per quando lo avrò pubblicato l’emergenza sia passata, ma mi pare il momento adatto per ribadire il principio cardine della slow communication, declinandolo in 10 sottopunti. Il messaggio che vorrei che passasse è questo: sono in emergenza, sono agitata. Cosa sto facendo? Sto scrivendo, che è una cosa che mi ha sempre calmato. Prima ho sentito per telefono altre persone coinvolte nella situazione. Non è stato risolutivo, ma per certi versi consolante: sentire i propri sentimenti uscire alla bocca di qualcun altro dà un certo sollievo. Più tardi andrò a fare una passeggiata. Cosa NON sto facendo? Non sto scrivendo su Facebook, dove è un attimo pubblicare qualcosa di sbagliato, pentirsi 10 secondi dopo e vedersi screenshottati anche su Marte, non mi sto filmando mezza in lacrime in una story su IG, e soprattutto non sto interagendo su pagine Facebook prese a caso per distrarmi. Sono nervosa e quindi, coerentemente, sto lontano dai social come consigliavo qui, perché io non voglio essere percepita come una persona irrazionale, nè come una che si lascia andare alla rabbia. Sì, lo so, i social sono il mio lavoro e dovrei starci costantemente, ma è molto più dannoso un commento sbagliato rispetto a un’assenza temporanea. Perché? Perché quando sei nervoso/triste/arrabbiato diventa troppo semplice alzare i toni sui social, anche se sei una persona che di solito non alza i toni. E perché bisogna mantenere la calma su Facebook e affini? Ti do ben 10 motivi

  1. Chi ti legge non è uno stalker (si spera). Quindi probabilmente non sa che chi ti sta consigliando di farti un bicchierino sa benissimo che tuo padre è morto di cirrosi. Magari non sa nemmeno che tuo padre è morto. Quindi se a un commento del genere rispondi, per certi versi giustamente, “sei un pezzo di m****”, la figura dello psicopatico la fai tu, non lui
  2. Non discutere con un idiota. Ti porta al tuo stesso livello e poi ti batte con l’esperienza”. Per quanto a volte sia doveroso comunicare anche con gli idioti, cerca di farlo quando sei tranquillo: altrimenti capiterà proprio così: mentre tu ti arrabbi e i fai venire la gastrite, l’idiota si farà un quintale di grasse risate, perché tanto, lui, è abituato
  3. Diffida dell’effetto escalation: magari rispondi a una leggera frecciatina con una leggera frecciatina. Lui risponde con una critica aperta. Tu rispondi in tono aggressivo. Lui ricambia. Nel giro di 5/6 commenti finisci per mandare a quel paese il tuo capo
  4. L’Apocalisse Zombie. Anche se pare che un’apocalisse zombie fallirebbe prima di nascere, non puoi sapere con chi, un domani, potresti ritrovarti a dividere un bunker. Per cui sii gentile, sempre (più o meno). E non alzare i toni sui socialalzare i toni sui social
  5. La percezione generale è che chi alza i toni sia a corto di argomenti. Puoi anche essere un luminare, ma se sei aggressivo a molti sembrerai nel torto (per informazioni, rivolgersi a Burioni)
  6. È vero, tutti amano il gossip, quindi e polemiche, sulla breve distanza, pagano. L’engagement crescerà e tu penserai che tutto sommato è un buon lavoro. A lungo termine, però, se non porti valore al tuo interlocutore, lui ti abbandonerà, o ti verrà a trovare solo quando avrà voglia di sangue a fiotti. Nel secondo caso, se questa è la tua strategia può andare, ma non credi di poter dare di più?
  7. Chi si lascia andare alla rabbia (e, credimi, anche sui social si capisce chi lo fa) viene percepito come inaffidabile. Pensaci se stai cercando lavoro o clienti, o anche solo se stai cercando di riallacciare i rapporti col tuo capo dopo il punto 3
  8. Quando cominci ad alzare i toni sui social sei arrabbiato, e la rabbia confonde le idee: anche se hai ragione, ci sono buone probabilità che non riuscirai a spiegare il tuo punto di vista, quindi respira e solo dopo rispondi
  9. Arrabbiare stanca. Sì, mi sono presa una licenza poetica transitivizzando un intransitivo solo per parafrasare Pennac. Però è così: se cedi alla rabbia e alzi i toni ti stancherai, non riuscirai a concentrarti su cose più utili come il lavoro o piacevoli come la lettura di un libro. La cosa più saggia che puoi fare è cercare di guardare la situazione in modo più distaccato, così ti sarà più facile calmarti
  10. Rischi una causa per diffamazione, ma questo te lo spiegherò meglio prossimamente

E a te è mai capitato di alzare i toni sui social? Hai ottenuto qualcosa di buono? Se sì scrivilo nei commenti, prometto che non alzerò i toni anche se non la pensi come me! Se ti interessa l’argomento, leggi anche come puoi difenderti su facebook. Se invece non vuoi perderti i prossimi articoli, puoi iscriverti alla newsletter che ti avviserà ogni volta che esce un nuovo post e che ti dà mie notizie più o meno mensilmente. Se vuoi puoi anche venire a trovarmi su Instagram!

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