Come ti dicevo ieri, una campagna social non si improvvisa, per non parlare della strategia social che è ancora peggio. Mi era venuto in mente di spiegarti in modo teorico ogni fase del processo creativo di gruppo, ma poi mi sono resa conto che avresti abbandonato alla seconda riga. In termini pratici, invece, non potrei essere altrettanto precisa, perché chi fa il mio lavoro firma quasi sempre un contratto di riservatezza che impedisce di divulgare informazioni di questo tipo. Per un po’ ho pensato di avere le mani legate, ma poi, neanche a farlo apposta, anche qui ci ha messo lo zampino Real Time. Tempo fa ho partecipato alla terza stagione di Take me out, un programma faceto che in sostanza cerca di trovare un fidanzato alle zitelle impenitenti. L’ho fatto per vari motivi, uno dei quali era rilanciare il mio profilo instagram un po’ meno professionale di p.ivanelsacco, cioè bradipocondriaca.

Cos’è successo a Take me out?

Vi anticipo già che il tentativo è riuscito solo in parte: purtroppo qualsiasi pianificazione, anche la migliore, non potrà mai competere con una grossa botta di cu**/jella, e io ho avuto la (s)fortuna di essere scelta dal single di turno dopo pochissime puntate (rosicando poi vedendo che le ragazze che invece hanno fatto il botto non riescono minimamente a sfruttare la cosa sui social come avrei fatto io).
Però adesso posso svelare i dietro le quinte dei proverbiali “quattro post su facebook” (instagram, in questo caso), e mostrare l’articolo al prossimo aspirante cliente che reputa eccessivo il preventivo per una strategia social.

Comincio con una premessa: stavo promuovendo me stessa, ero da sola. Questo, per molti versi, semplifica le cose, soprattutto perché in questo caso non dovevo essere chissà quanto creativa (in quei casi il gruppo serve!). Quando invece si lavora in team, le cose diventano più complicate, perché è necessario accordare orari e cervelli di tutta la squadra. Per cui, in generale, il lavoro che sta dietro una campagna va da così a peggio (ed è lo stesso motivo che mi spinge, quando posso, a lavorare da sola).

Il mio lavoro è cominciato molto prima di quando abbiamo girato le puntate: ho cercato come una pazza le precedenti concorrenti (e non è stato facile, perché dalle edizioni precedenti conoscevo solo il loro nome) e ho chiesto loro come giravano le cose. Cambi di vestito? Trucco? Orari? Come farsi scegliere? Come non farsi scegliere? (questa non me l’hanno insegnata bene, a quanto pare!).

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Una volta capito a cosa andavo incontro, ho scelto i 15 cambi completi di accessori da portarmi dietro: dovevano starmi bene, ma dovevano anche essere articoli che sapevo perfettamente dove e quando avevo comprato, nel caso i miei followers avessero voluto saperlo. Per il tutto ho impiegato quasi una settimana (più ore e ore per far entrare tutto in valigia!).

La strategia social a Take me out: una faticaccia!

I ritmi lì erano da panico. Ti svegliavano alle sei del mattino e andavi a dormire, se andava bene, alle 11 di sera. Io mi svegliavo alle 5, per scrivermi delle battute da sfoderare all’occorrenza (no, gli autori del programma non si occupano di questo) e riprenderle poi eventualmente sui social. Quando venivo truccata, annotavo mentalmente tutti i prodotti che venivano usati (ed erano tantissimi!), e, quando non c’era scritto, stalkeravo i truccatori per saperne di più (sono diventata il loro incubo, quindi colgo l’occasione per mandar loro un abbraccio virtuale!) Poi, nella frenesia che si crea con più di 30 ragazze che corrono per i camerini, scrivevo tutto sul cellulare. Lo stesso facevo con i look, e ancora adesso saprei dirvi dettagliatamente cosa indossavo in ogni puntata. Se avevi tempo potevi farti dei selfie in camerino, ma spesso il tempo e soprattutto la luce non c’erano, e in studio c’era l’assoluto divieto di portare i cellulari. Per questo motivo, ho annotato scrupolosamente tutto ciò che accadeva in puntata… sulla carta igienica! Non era espressamente vietato prendere appunti, ma visto che sembravano tutti tenerci molto alla segretezza, ho evitato inconvenienti tenendo occupato a lungo il bagno, mentre le altre socializzavano e si chiedevano che problemi avesse il mio intestino. E no, non era il caso di portarsi un notes, visto che ho già avuto dei problemi nel piazzare la penna tra le spalline del reggiseno.

strategia social
Perché ho fatto tutta ‘sta roba??

Ho fatto questo perché così, quando amici e followers mi chiedevano delle anticipazioni, potevo rispondergli a ragion veduta, e perché volevo scrivere delle didascalie il più possibile precise, al netto dei tagli che sapevo sarebbero stati fatti.
Tutto questo, come dicevo, è servito a poco, ma anche se fossi rimasta più di otto puntate non avrei pubblicato più di una foto al giorno su Instagram. Visto poi che non sono riuscita nel mio intento di mettere le tende lì, i post in totale sono stati sei.

Mi è servito tutto questo lavoro? Poco. Giusto tre ragazze mi hanno chiesto informazioni sull’outfit, e una ventina mi scrivevano in direct per avere anticipazioni sulla puntata. Mi sono esaurita per niente? No. Primo perché non potevo sapere a priori come sarebbe andata (e parte del mio lavoro è proprio quella di prevedere ogni eventualità), e secondo perché da quando sono uscite le puntate il mio seguito IG è molto migliorato in termini di commenti. Non so se dipenda dalla partecipazione, dal fatto che sapessi indicare le quattro tonalità di ombretto che indossavo nella puntata 7, dal fatto che avevo una strategia o magari, sai mai, da un mero caso.

Però so bene che è così che si lavora: una strategia social non si elabora in una notte, e la si elabora solo per chi è disposto a pagarti di conseguenza: l’imprevisto è certamente dietro l’angolo, ma un buon lavoro dovrebbe consentire di tamponare i danni.

E tu cosa dici, vuoi cominciare a creare la tua strategia social? Con Brand in Frac possiamo studiarla insieme, anche se poi potrai camminare sulle tue zampe! Ti consiglio anche di iscriverti alla newsletter e agli aggiornamenti del blog, in modo da non perderti i prossimi contenuti! Se invece vuoi sentirmi disquisire di strategie più spesso, mi trovi quasi quotidianamente su Instagram!