Caro Facebook, voglio darti un’altra possibilità

Ok, io e Facebook ci eravamo mollati male. Ma io sono sempre stata una persona estremamente magnanima, specie quando dall’altra parte vedo uno sforzo di mediazione.

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Da novembre a oggi ho condiviso i link ai miei articoli sulla pagina Facebook di Bradipocondriaca e sul suo profilo instagram che, a differenza di quello di p.ivanelsacco, ha la possibilità di condividere i link nelle story perché ha più di 10.000 follower. Adesso invece ho deciso di riprendere in mano questa pagina Facebook, per i motivi che vi illustro in breve. Intanto, se non l’avete ancora fatto, potete alzare il pollicione sulla rinata pagina facebook Pivanelsacco.

  1. Facebook ha fatto un po’ retromarcia
    È vero che per far decollare una pagina è indispensabile un budget di sponsorizzazione, ma la situazione non è più netta come mesi fa: vedo che con la portata organica riesco a raggiungere almeno un centinaio di persone, per cui, se il mio contenuto è forte, posso sperare nella condivisione senza budget. La differenza è soprattutto psicologica: non ho più l’impressione di smazzarmi per niente. Idem per le sponsorizzazioni: è vero che i risultati, per budget speso, non sono paragonabili a quelli del periodo d’oro in cui con 2 euro raggiungevi 2000 persone, ma vedo che con 30/40 euro al mese riesco ad arrivare più o meno dove voglio io, a differenza di quanto accadeva a novembre
  2. Le pagine vanno targettizzate
    I fan di Bradipocondriaca e di P.ivanelsacco hanno una cosa in comune: vengono da Instagram. Per cui avevo provato a fare un esperimento, per vedere se anche il pubblico della pagina Facebook di Bradipocondriaca poteva essere in qualche modo sovrapponibile a quello di P.ivanelsacco. La risposta è “decisamente no”. È vero che qualche Bradipo si è appassionato a determinati contenuti e sono riuscita anche a far girare i link, ma nessun potenziale cliente è arrivato perché mi aveva scoperto su Facebook. Continuerò quindi a condividere i pezzi sulle story di Instagram (almeno finché non avrò i 10k anche su P.iva [se ti va di darmi una mano segui l’account!]), ma salvo i post incentrati sull’argomento “influencer” lascerò le pagine separate.
  3. Anche le promozioni vanno targettizzate o diventano quasi controproducenti
    Questo è il terzo e più importante motivo per cui “torno a casa”. Sponsorizzando indifferentemente i post di Bradipocondriaca e quelli di P.ivanelsacco su Facebook, le sponsorizzate si danneggiavano a vicenda: a ogni sponsorizzata Facebook dà un punteggio da 1 a 10 relativo alla pertinenza con la pagina. Questo lo sapevo, e mi ero rassegnata all’idea che le sponsorizzate di P.ivanelsacco avrebbero avuto un punteggio basso. Così è stato: se con quelle di Bradipa avevo un punteggio oscillante tra 8 e 9 con picchi di 10, quelli di P.iva dovevano accontentarsi del 6 politico, nel migliore dei casi. Purtroppo però a un certo punto mi sono accorta che questo aveva anche un impatto negativo sulla portata dei singoli post sponsorizzati sulla pagina Facebook, indipendentemente dalla provenienza dei link. Ho fatto la controprova, smettendo di sponsorizzare P.iva, ed è tornato tutto a posto. Cos’era successo? Facebook “si era accorto” che facevo la furba, e che cercavo di promuovere contenuti diversi sulla stessa pagina, acchiappando follower qua e là, come un neo-single in discoteca. Quindi mi ha mandato un messaggio subliminale per comunicarmi che dovevo trovare i follower della mia vita, e non accontentarmi di pescare a caso (Facebook love coach!), anche a costo di investire energie su una pagina non sponsorizzata.

Ecco, per questi motivi mi ritroverete anche su Facebook. Vi è capitato di notare le stesse cose? O la vostra esperienza è diversa? In questo campo le esperienze possono differire anche di molto, e l’osservazione e l’aggiornamento sono gli unici modi per ottenere dei risultati. A proposito, se non volete perdervi i miei aggiornamenti, potete iscrivervi alla newsletter che vi avviserà ogni volta che esce un nuovo post!

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